Fondazione Bolle di Magadino
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Gestione


Perchè gestire le Bolle?
In questi ultimi cento anni le Bolle di Magadino hanno subito tanti e tali condizionamenti da non poter più essere considerate in uno stato di completa naturalità.

Al fine di preservare durevolmente le comunità lacustro-alluvionali relitte e di recuperare quelle compromesse o andate perdute, appare dunque evidente che una gestione dell’intero sistema è assolutamente necessaria, pena la continua, progressiva ed inesorabile scomparsa delle specie più caratteristiche.


Definizione degli obiettivi di gestione
Cosa si intende nel contesto Bolle per:


Capisaldi


Linee operative–organizzative: approccio triplice


1. Obiettivi di prima priorità
Recuperare la dinamicità dell’intero complesso deltizio al fine di garantire la compresenza spontanea e duratura di due ecosistemi distinti e complementari – quello alluvionale e quello palustre – che nell’insieme annoverano gli ambienti primari più importanti e caratteristici del comprensorio.


1.1 Conservazione dei biotopi


1.2 Conservazione delle specie
Conservare le specie rare o minacciate a livello internazionale (ossia quelle specie per cui le Bolle assumono un ruolo essenziale durante una fase del loro ciclo biologico).


2. Obiettivi di seconda priorità


2.1 Conservazione dei biotopi


2.2 Conservazione delle specie


3. Obiettivi di terza priorità


3.1 Conservazione dei biotopi


3.2 Conservazione delle specie
Conservare quelle specie di particolare importanza a livello locale, ossia quelle specie per cui le Bolle rappresentano il principale serbatoio e polo d’irradiamento all’interno dell’intero solco trasversale del Cantone (dal Piano di Magadino fino al Delta della Maggia).


La gestione a sfalcio
Si noti come l’intervento di gestione diventi un elemento integrante dell’evoluzione degli ambienti, assumendo un ruolo che non era previsto negli obiettivi inziali.
Dagli anni ’80 si pratica uno sfalcio autunnale-invernale delle superfici occupate dai cariceti e lischeti. L’estensione annuale dello sfalcio è dettata dal livello del lago, che rende possibile o meno l’accessibilità alle quote inferiori. Si usa un trattore leggero con rullo macinatore e il materiale falciato viene raccolto ed allontanato.
Molto interessante quindi la possibilità di avere a disposizione un territorio in cui per un periodo relativamente lungo si è praticato un gestione regolare e costante (intervenuto dopo un ventennio di abbandono completo).
I rilievi floristici eseguiti a partire dagli anni ’60 restano degli indicatori ecologici abbastanza interessanti (alle Bolle la tradizione naturalistiche è soprattutto ornitologica e comunque l’avifauna è tenuta nella stessa considerazione per le decisioni di gestione); e in questa sede ci sembra un gruppo interessante per dimostare la situazione gestionale delle Bolle (Klötzli 1963, Meyer-Grass 1976, Meyer-Grass 1981-1985, Meier & Donati 1992, Tommasini 1998).